Associazione Linea Christa

OBICE 105/22 MOD.1914/61

OBICE 105/22 MOD.1914/61

 

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Progettato e costruito sin dal 1914 su commissione dell’Impero Austro Ungarico, alla fine della Prima Guerra Mondiale entrò in servizio in gran numero presso il Regio Esercito Italiano, come bottino e risarcimento dei danni di guerra. Questo cannone semplice, robusto e con una gittata massima di oltre gli otto chilometri, per mancanza di munizioni idonee, rimase tuttavia poco utilizzato per circa un ventennio. Rinominato Obice 100/17 mod.14, la svolta definitiva arrivò nel 1932, con la sostituzione delle ruote in legno con altre metalliche gommate semipneumatiche e con la dotazione di nuovi proiettili che ne aumentavano la gittata a circa 10 chilometri. Così configurato diede subito un’ottima prova del suo potenziale sia nella Guerra d’Etiopia (1935) che nella Guerra Civile Spagnola (1936) ed al momento della dichiarazione di guerra, il 10 giugno 1940, come numero di esemplari, era il secondo cannone più numeroso in servizio presso il nostro esercito. Nonostante i trent’anni di attività già alle sue spalle, venne ulteriormente dotato di particolari proiettili a carica cava, divenendo uno dei principali cannoni controcarro perfino efficaci anche contro il temibilissimo carro sovietico T34. Dopo l’armistizio italiano dell’8 settembre 1943, tutti i pezzi rimasti in Italia vennero catturati ed utilizzati dai tedeschi. Proprio quando ormai la sua storia sembrava giunta al termine, ecco che nel secondo dopo guerra, il ricostruito Esercito Italiano gli commissionò ulteriori modifiche: l’affusto venne dotato di due ruote pneumatiche, la canna venne allungata, venne adottato un calibro NATO da 105mm e alla volata venne installato un freno di bocca a due luci. Nacque così l’Obice 105/22. L’ultimo suo impiego operativo risale al 1960, In Somalia, nel periodo dell’Amministrazione Fiduciaria Italiana, per poi prendere definitivamente congedo nel 1975, dopo 61 anni di servizio. Lo Škoda 10 cm Vz. 1914, poi Obice 100/17, poi Obice 105/22, è stato uno dei pezzi di artiglieria più longevi della storia militare; dopo di lui viene il cannone inglese Ordnance QF25 lb che rimase in attività per trentacinque anni, ovvero quasi la sua metà.
Dismessi dall’Esercito Italiano e installati in diversi luoghi della memoria e Musei italiani (Sacrario di Redipuglia a Gorizia, sul Monte Piana a Belluno, sul Gianicolo a Roma, al Museo Storico degli Alpini di Trento, ecc.) oggi è affidato loro il difficile compito di testimoniare con la loro orgogliosa presenza le migliaia di vite inghiottite dalla guerra. Consapevoli del fatto che questo cannone da solo non può rappresentare i tanti eserciti da lui serviti nella sua lunga storia, questo veterano di quattro guerre e di oltre due tonnellate, è per noi il più fiero portatore di memoria.

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GALLERIA CERIMONIA DI RIAPERTURA MUSEO

13-11-2016

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