Associazione Linea Christa

Il Museo

L’avventura del piccolo museo, distribuito su circa 150 mq, comincia in giugno del 2006, quando un gruppo di giovani del luogo decide di mettere assieme le proprie collezioni di cimeli, ma soprattutto la loro passione, per un periodo storico molto drammatico ma allo stesso tempo di straordinaria importanza, che il nostro territorio ha dovuto subire tra l’estate e l’autunno del 1944.

 

Da allora l’associazione che gestisce il museo è cresciuta di numero e grazie alla tenacia di Gilberto Bartolini, Stefano Magnani e Lorenzo Bazzi, i tre collezionisti fondatori, e alla fattiva collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Culturali di Bologna, anche la qualità e la quantità dei beni in esposizione è aumentata.

 

Il museo è composto attualmente da quattro ambienti:

 

  • Il primo: allestito con delle cartine a tema è studiato per far comprendere in che modo gli eserciti Italo-Tedeschi e Alleati si sono mossi in Europa, Africa ed Italia tra il 1939 ed il 1945. Inoltre vi si possono trovare anche manichini in uniforme degli eserciti di entrambe gli schieramenti, completi di accessori ed armamenti originali d’epoca.

 

  • Il secondo: qui vi si può trovare ogni sorta di cimelio, suddiviso a seconda delle forze armate di appartenenza, che è stato possibile rinvenire nelle nostre campagne. Reperite invece dal resto d’Italia e non solo, vi sono esposte inoltre anche numerose altre attrezzature, armi ed uniformi appartenute agli eserciti che combatterono sui nostri colli e nei territori circostanti.

 

  • Il terzo: è stato allestito con una ricca documentazione fotografica, che testimonia il periodo del ventennio fascista, la visita a Mussolini a Sogliano, il passaggio del Fronte, i danni causati dalla guerra ed inoltre vi si può trovare anche un motore Allison V-1710, appartenuto ad un cacciabombardiere americano Curtis P40, e alcuni componenti di altri aeroplani e carri armati.

 

  • Il quarto: con l’intento di creare un qualcosa di particolare, che facesse diventare in qualche modo il museo interattivo, una grotta adiacente allestita con paglia, sacchi di iuta e illuminata rigorosamente a lume di candela, è diventata un vero e proprio rifugio antiaereo. All’interno di questa, poi, viene anche riprodotta una sequenza audio di un bombardamento aereo che coinvolge, ed allo stesso tempo fa riflettere, tutti i suoi visitatori, facendogli sfiorare solo con il pensiero la tragicità di quei momenti realmente vissuti settant’anni orsono dai nostri genitori e dai nostri nonni.