Associazione Linea Christa

Bacheca LT. ROBERT McINTOSH

Dopo i lavori di recupero e di identificazione dei frammenti del P-38 precipitato nel maggio del 1944 a Santa Cristina di Rimini, il museo della Linea Christa di Sogliano al Rubicone è onorato di esporre al suo interno alcune parti significative dell’aereo pilotato dal Tenente Robert McIntosh. Il valore della mostra sta soprattutto nell’eccezionalità del ritrovamento: infatti di Robert McIntosh si erano perse le tracce proprio il 12 maggio del ’44 quando il suo aereo, in missione per bombardare alcuni punti strategici tra Reggio Emilia e Piacenza, improvvisamente sparì nel nulla. Complice il cattivo tempo che impedì ai compagni del giovane pilota statunitense di stabilire il punto esatto nel quale egli precipitò: l’ultimo avvistamento infatti, come si legge nei rapporti stesi al rientro dalla missione, lo davano disperso nella zona di Imola. Dichiarato Missing in Action, disperso in azione, fu poi dichiarato morto d’ufficio al termine del conflitto mondiale, proprio quando la speranza di trovare il suo nome tra gli elenchi dei prigionieri di guerra della Croce Rossa venne meno. Che ne era stato di lui? Il mistero sulla sua scomparsa rimase irrisolto anche quando il padre del giovane pilota, l’allora Tenente Colonnello Jesse E. McIntosh decise di venire di persona in Italia con la speranza di poter trovare egli stesso tracce del figlio. O almeno il luogo della sepoltura. Nonostante le sue ricerche si estesero nel territorio tra Bologna e Rimini, nessuno fu in grado di aiutarlo. Nulla fu intentato da parte delle autorità americane: furono vagliate tutte le informazioni disponibili tra cui i rapporti tedeschi dei morti e dei sepolti, furono interrogati i prigionieri di guerra, gli abitanti dei luoghi in cui precipitarono altri P-38 proprio il 12 maggio così come furono studiati i rapporti dei compagni di squadra che si trovavano vicino all’aereo di McIntosh durante l’ultimo volo.

Solo dopo 70 anni il mistero è stato svelato dal gruppo di storici e ricercatori esperti di aeronautica Archeologi dell’Aria. Dopo una segnalazione, essi andarono a verificare il crash site di un aereo che a detta doveva essere un quadrimotore americano: ma il rinvenimento in un campo a Santa Cristina di Rimini della culatta del cannone da 20 mm con la matricola ancora leggibile 124044 non ha lasciato dubbi sull’identificazione dell’aereo: si trattava proprio del p-38 del Tenente Robert McIntosh. Entrati in contatto con le autorità statunitensi, il gruppo di Archeologi dell’Aria ha affiancato alcuni membri del JPAC (ente governativo americano che ricerca in tutto il mondo i dispersi e i prigionieri di guerra americani) per compiere ulteriori indagini volte a per scoprire che fine potesse aver fatto il corpo del pilota. Questo rimane ancora un mistero.

Robert McIntosh aveva tre sorelle; seppur oggi novantenni esse, con stupore e dolore, hanno accolto la notizia del ritrovamento.

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